It’s a Kind of Magic

Alcuni anni fa mi spiegarono che il malocchio, o affascino come lo si chiamerebbe ad altre latitudini, è sempre in agguato.

E con sempre, intendo che sarà meglio per tutti sfregarsi il naso verticalmente (dall’alto verso il basso) ad ogni complimento.

Magari sarebbe anche il caso di sputacchiare sull’oggetto/parte del corpo/persona oggetto del complimento, giusto per andare sul sicuro.

Almeno finché si permane sul suolo albanese.

Nel delirio di superstizione che accompagna ogni aspetto della mia vita, non mi ero mai trovata ad avere la certezza assoluta dell’esistenza del malocchio.

Fino a questa estate.

Ammettendo che i pupazzi impiccati a verande e balconi sono un tantino inquietanti, io so che c’è qualcosa di molto particolare in Albania. Particolare e magico.

Me ne sono accorta quando, in viaggio su una strada che attraversa delle zone boscose, mi sono rallegrata della potenza del segnale radio.

Pessima idea.

Il brano estivo che ci stava accompagnando si è improvvisamente mutato in un rumore fastidiosissimo e l’interferenza è stata la colonna sonora del viaggio per alcuni minuti.

Poi abbiamo fatto il gesto di sputazzare sull’autoradio (lungi da me consigliarvi un’antigienica espulsione di saliva su persone e oggetti a voi cari, basta il gesto, giuro) e nel giro di alcuni secondi il segnale è tornato e con lui la canzone di Dafina.

Come sia possibile una coincidenza di questo tipo io non lo so, quindi nel dubbio ad ogni complimento mi sfrego il naso e se mi viene la malsana idea di lodare qualcuno o qualcosa, sputo mentalmente.

Che forse non è il caso, nonostante l’appartenenza di tali usanze a questa terra, di darsi a simili esternazioni in pubblico.

Sospettando che tale inspiegabile magia si applichi anche al malocchio per come lo si intende in certe zone dell’Italia, ossia la maledizione, per il bene del mondo intero sto cercando di non pensare e dire alcuna cattiveria, perfidia o piccola maldicenza.

Che l’ultima volta che ho incautamente pensato “Spendili in medicine” riguardo una piccola cifra di denaro e un simpaticissimo bigliettaio dell’autobus Tirana-Durrës, mi è venuta l’influenza intestinale e le medicine le ho dovute comprare io.

Sto quindi meditando sulla possibilità di appendere corone e trecce d’aglio su ogni stipite, perché parrebbe che anch’esse possano essere d’aiuto.

Però i pupazzi impiccati no, piuttosto ri-emigro.

A Lourdes.

Fonte

E magari ci metto anche due-tre peperoncini, che ricordano i cornetti e al paese di mia madre sono antisfiga (Fonte)

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