La convivenza religiosa possibile vs. le minchiate della Lega Nord

A volte, quando sento di avere troppa fiducia ingiustificata nell’umanità, vado a scorrere i post sulla pagina Facebook di Matteo Salvini.

Al di là delle solite sparate sull’impellente, irrinunciabile necessità di difendere i confini nazionali con le armi, ho notato un ritorno in auge delle sempreverdi polemiche religiose.

Niente più moschee, afferma convinto il buon Matteo.

Ora, visto che da un paio di mesi abito in una città in cui sono presenti luoghi di culto cattolici, ortodossi e islamici in egual proporzione, ho pensato di raccontare quello che vuol dire.

Ecco, non vuol dire un cazzo.

Vicino a casa mia c’è una moschea bianca che stagliata sul cielo rosa serale è meravigliosa. Certo sono assai contenta che i canti dei muezzin non arrivino alle mie finestre, ma nella stessa misura ero contenta di non sentire i rintocchi delle cattolicissime campane di Torino.

Sono stata nella cattedrale ortodossa di Tirana, un luogo molto bello e finemente decorato, senza che nessuno si preoccupasse di verificare il mio credo religioso.

Mi piacerebbe riuscire a visitare un’antica moschea che ho visto di sfuggita in centro, sul boulevard costruito dai fascisti negli anni Trenta.

A qualcuno frega qualcosa che io sia cattolica, ortodossa, musulmana o che so, ebrea? No.

Qualcuno mi giudicherebbe se decidessi di andare a messa di domenica, o in moschea di venerdì? Non credo proprio.

In un Paese in cui ci sono tre religioni, molto raramente si verificano problemi se un musulmano e un cristiano decidono di sposarsi.

Anche perché quasi nessuno si sposa secondo riti religiosi, preferendo delle feste pazzesche e piene di musica che durano fino al mattino.

Domenica Papa Francesco sarà a Tirana (che per l’occasione è stata tirata a lucido e decorata di bandiere vaticane) e incontrerà i capi religiosi degli altri due culti, perché nel 2014 è giusto e normale che sia così.

Quando leggo le sparate di un cialtrone che utilizza la paura e la rabbia del popolino per i suoi scopi (che credo sinceramente siano il non fare un cazzo più a lungo possibile e percepire uno stipendio vergognosamente alto) e poi i commenti dei geni che popolano la sua pagina Facebook, penso al posto in cui abito, alla naturalezza con cui convivono religioni e credenti, e credo che il signor “niente Albania in Europa” e i suoi seguaci avrebbero qualcosa da imparare in termini di tolleranza e convivenza da questo Paese e dalla sua gente.

Disclaimer: le opinioni espresse in questo post sono frutto di quanto ho visto e capito in questi mesi. Non pretendo di conoscere a fondo la questione, mi limito a condividere la mia opinione di straniera (peraltro ancora senza permesso di soggiorno, ma di questo parleremo in un altro momento) e di – in questo caso poco orgogliosamente – italiana. 

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