Internet in Albania I love you

A leggere i pochi post che ho pubblicato finora, sembra che io viva in un posto perfetto.

Ovviamente non è così, è solo che non ho ancora avuto modo di mettere insieme il materiale necessario per scrivere il post “guida di sopravvivenza per una straniera un po’ svampita a Tirana”, di cui voglio solo anticipare che fino a pochi giorni fa necessitavo di un accompagnatore per attraversare le strade più trafficate. Manco i ciechi.

Prima di rendervi partecipi di tali disavventure (come forse ricorderà chi segue la pagina Facebook del blog, ho avuto anche dei simpatici incontri con ladri di maniglie e bigliettai fraudolenti), e di condividere la meravigliosa visita ad un grandissimo mercato coperto, vorrei però raccontare di come, sotto alcuni punti di vista, in Albania io mi senta un po’ meno messa all’angolo dalle aziende che forniscono servizi.

Un esempio? Le compagnie telefoniche.

Questo è un argomento che oggi sento particolarmente, perché in vista di una visita in Italia sto cercando – invano – di capire se Wind abbia un piano tariffario che mi permetta di usare il 3G senza dover sottoscrivere una di quelle promo che si rinnovano ogni mese automaticamente.

Perché sì, le compagnie telefoniche in Albania permettono di scegliere ogni mese se e quale pacchetto attivare. Naturalmente, io continuo ad utilizzarne uno in cui sono compresi dei minuti di chiamata verso l’Italia (e che pago meno di 10 Euro al mese, mentre le compagnie italiane continuano a far pagare a parte le telefonate verso l’estero e questa è una situazione vergognosa), ma nessuno mi proibirebbe di cambiare piano tariffario ogni mese così, solo per il piacere di farlo.

E senza i simpatici 19 Euro che ero solita pagare per gli sporadici cambi.

Anche per i servizi internet per la casa funziona allo stesso modo: paghi in contanti ogni mese, scegliendo che tipo di connessione utilizzare. Punto.

Al contrario, quando ho disattivato la connessione internet a casa di mia madre mi è stato comunicato che mi sarebbero stati addebitati dei costi “di disattivazione” e ancora non ho avuto il coraggio di chiedere a quanto ammontano.

La differenza è più che sostanziale, e confesso di aver accumulato una quantità di imprecazioni cercando una soluzione per l’imminente visita italiana che meno male che ieri il Papa ci ha benedetti tutti dal centro della città, perché credo di star accumulando crediti per un soggiorno abbastanza duraturo nel girone degli irosi.

P.S. Se qualcuno avesse informazioni circa un piano tariffario per brevi soggiorni sul suolo italiano, per favore me lo faccia sapere. Ricambio con una consistente fornitura di bakllava.

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