Cambiamenti

Vivere all’estero ti cambia irrimediabilmente e, forse, neanche tornando alle origini ci si può scrollare di dosso nuove abitudini, accenti diversi, nuovi modi di guardare il mondo.

Ma oggi parleremo di cambiamenti più ruspanti seppur altrettanto evidenti: quelli fisici e quelli, ahimè, linguistici.

Il corpo, macchina perfetta in grado di adattarsi alla maggior parte dei cambiamenti, è il primo a mutare in base all’ambiente. Almeno, per me è stato così.

Dopo un periodo in cui mi sono gonfiata come una torta paradiso in forno, situazione che ho attribuito all’eccesso di olio e di carboidrati ma che forse era dovuto all’eccesso di latticini, ed uno in cui con il peso ho perso anche la voglia di vivere, oggi direi che ho raggiunto una sorta di equilibrio che nella mia personale interpretazione sta ad indicare un adattamento pressoché completo all’ambiente che mi circonda.

Ma parliamo di cose importanti, parliamo di aspetto esteriore.

La mia pelle si è adattata al numero maggiore di giorni assolati decorando di lentiggini l’intera superficie del mio viso ed assumendo anche in inverno una sfumatura leggermente dorata che preferisco di gran lunga al giallino che mi ha accompagnata per gran parte della vita.

Con buona pace dei trucchi viso che sono finiti nel dimenticatoio, ché a sembrare una sciatrice con il correttore troppo chiaro non ci tengo troppo.

Dall’altra parte, non ho mai avuto la pelle del viso così sporca. Quando a sera passo il dischetto di cotone imbevuto di tonico, il grigio asfalto che emerge è qualcosa a cui è difficile abituarsi.

Per lo stesso motivo, lo smog conseguente alla mancanza delle regolamentazioni europee sui veicoli, ho sempre il naso tappato. Di contro, non mi ammalo quasi più: dopo una febbre estiva che ho interpretato come un benvenuto della comunità di germi e virus locali, segnaliamo solo un paio di raffreddori e una febbre leggera.

Almeno finché sto qui, perché quasi ad ogni rientro a Torino non faccio in tempo ad atterrare che sono sul divano di casa, avvolta in una copertina e abbracciata ad un rotolo di carta igienica della Coop.

Sistema immunitario potenziato sì, ma nei giorni del ciclo mi gonfio come non avevo mai fatto prima: pancia, fianchi, viso, tutto assume le parvenze di uno shock anafilattico, per non parlare dei dolori lancinanti che accompagnano quegli stessi giorni e che non avevo dal 2007.

In Italia ho sempre bevuto l’acqua del rubinetto: la differenza tra una zona di Torino e l’altra è sempre stata minima e l’acqua complessivamente buona; a Tirana invece è un po’ una scommessa, in base a dove ti trovi apri il rubinetto e in base al colore e all’opacità decidi se tentare o meno la sorte.

La lingua è un altro punto dolente perché c’è poco da fare, vivendo all’estero un po’ di dimestichezza la si perde necessariamente. Alla cena di fine anno dell’azienda sono stata convinta per una frazione di secondo che l’asparago che avevo nel piatto fosse un gaspare. Più recentemente si segnala un’albicocca divenuta apricocca, in una mirabilante fusione tra il nome italiano e quello inglese.

E dire che mi mantengo scrivendo in italiano, al contrario chissà come chiamerei il cocomero o i fagiolini.

Da parte mia, tendo ad esprimermi nella lingua locale senza usare i verbi, perché in qualche modo il mio subconscio ritiene che sia meglio non usarli che coniugarli male.

Infine la parte forse meno evidente, ma ugualmente mutata.

Pur vivendo le giornate in modo abbastanza frenetico, pur accettando qualsiasi opportunità professionale perché per qualche ragione mi diverto anche così, forse sto imparando a prendermela un po’ più comoda. In fondo, se rientro con cinque minuti di ritardo dalla pausa pranzo non è una tragedia.

Certo alcuni mesi fa un pranzo con le colleghe è durato tre ore, mi sono dovuta fermare al lavoro fino alle 20 per recuperare e l’unica ad essere preoccupata per il ritardo ero io, ma insomma ogni cosa a suo tempo.

 

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s