È la tv, bellezza

La vita non imita l’arte, imita la cattiva televisione. – Woody Allen

Prima di inoltrarmi in questo post, un mea culpa è doveroso. Nei molti anni da spettatrice televisiva – e soprattutto in quelli di ingiustificato snobismo di matrice damsiana –  gli errori di montaggio, i problemi tecnici, le gaffe in diretta sono stati per me fonte di pigra ilarità. Sghignazzavo nello scrutare le improbabili poker face dei conduttori di telegiornali che avevano appena lanciato servizi mai partiti, deridevo i programmi che, evidentemente sprovvisti di un budget adeguato, arraffazzonavano qui e lì quello che potevano per portare a casa la puntata.

È stato solo quando, in parte contro la mia volontà (attendevo di occuparmi di una fiction), mi sono ritrovata nelle vesti di redattrice televisiva che ho iniziato a capire.

Risparmio al prossimo racconti tragicomici di fuori onda andati in onda, di strisce con nomi sbagliati e della volta in cui un video della mia cuginetta finì in una clip, certe perle è bene ricordarle nella penombra di un déhor, davanti a qualche bottiglia di birra Korça e in compagnia di chi come me le ha vissute in prima persona; la verità è che durante una pausa pranzo particolarmente triste, ossia una di quelle in cui non esco dall’ufficio e mi faccio una cultura nella sezione “documentari” di YouTube, mi sono imbattuta in una puntata di un programma della rete calabrese LaC.

I contenuti erano buoni (il lavoro di redazione, quando è fatto bene, può fare la differenza), le immagini tremende. Se in un primo momento la mia bocca si è tesa nel ghigno derisorio compagno dei lunghi anni trascorsi al DAMS di Torino, dopo alcuni secondi l’esperienza maturata nel luogo di cui dicevo poc’anzi ha, come dire, cambiato la mia prospettiva.

Siamo tutti d’accordo che la tv è immagini più contenuto, che senza le prime tanto vale fare un programma radiofonico o un audiolibro, ma quando i contenuti ci sono, ora riesco a perdonare la povertà visiva. Ché ci sono passata, e neanche trascorrendo notti intere in sala di montaggio si possono creare immagini che non ci sono.

Siate quindi pazienti, amici, con gli sventurati fautori di alcuni orrori catodici: a volte le nostre competenze sono migliori della rumenta su cui lavoriamo.

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Marzo 2015. Fanciulle dai capelli improbabili al lavoro in redazione fino a tarda notte.

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