Dreaming of a white summer

Alcuni mesi fa pubblicai sull’altro blog un post dedicato alla decisione, squisitamente economica e morale, di non voler più sovvenzionare le catene di abbigliamento low cost.

Ma visto che di fatto quel post avrebbe avuto molto più senso su queste pagine, invece di riproporlo ho pensato di integrarlo con un esempio pratico di quanto sia conveniente andare a spulciare tra le relle e gli appendini dei negozi di seconda mano.

La me stessa quindicenne, ma forse anche ventenne, sgranerebbe gli occhi con orrore se vedesse la varietà di colori chiari che ho scelto per quest’estate, ma la fanciulla in oggetto viveva ai piedi delle Alpi e ben poco sapeva delle torride temperature che oggigiorno mi portano, per citare un complimento rivoltomi alcuni giorni fa, a sudare come un suino.

Nel tardo pomeriggio di un sabato mi sono recata, a piedi e con i pori che continuavano ad irrorare impunemente ogni centimetro quadrato della mia superficie, in un grande magazzino dell’usato e ne sono uscita con ben quattro capi di abbigliamento e un accessorio.

Allego documentazione fotografica.

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Dall’alto a sinistra, in senso oraio:

  • maglietta bianca in cotone con un’apertura sulla schiena e la parte superiore del retro cucita a mo’ di fiocco, circa 2 euro;
  • canotta in poliestere simil raso, anch’essa bianca, un po’ troppo larga ma per questo ancora più fresca, circa 70 cent;
  • skinny jeans a vita alta, bianchi con stampe tropicali nei toni del verde e del corallo, circa 2,10 euro;
  • canotta a spalline larghe con bottoncini sulla parte anteriore, beige con sottili fili dorati, circa 2 euro (allego dettaglio, perché è proprio carina)

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Infine, collana in metallo color oro decorata da pendagli a triangolo capovolto è costata 2,10 euro circa.

Ora, so che si potrebbe pensare che se avessi uno stipendio più consistente (o se le bollette dell’elettricità non mi facessero imprecare ogni mese) mi recherei senza troppe paturnie da Zara o da Stradivarius, ma a ragion veduta posso affermare che non credo lo farei.

Mi piaceva navigare nel mare dei siti di tali brand, spulciare le collezioni e poi recarmi baldanzosa nei punti vendita a fare incetta di capi, ma sotto la superficie apparentemente limpida e luminosa di quelle acque c’è un fondale melmoso e spaventoso con cui preferisco non avere a che fare.

Esagerata? Forse sì, ma da una che conserva tutti i barattoli e i contenitori in vetro solo perché a Tirana non si fa la raccolta differenziata cosa ci si potrebbe aspettare?

Poi ammettiamolo, neanche con gli ultimi giorni di saldi da H&M avrei speso così poco per cinque prodotti.

Per non parlare dei sandali da frate Tula, nuovi di pacca anche se scovati in un negozio dell’usato, pagati 5 euro (sono questi, ma neri).

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3 thoughts on “Dreaming of a white summer

  1. Kiara says:

    ahhh, ma quante affinità con la mia concittadina expat:-) (Io invece lavoro in campo expat, il che a ben vedere è un altro punto di contatto nella top ten della torinesità).
    Mi ritrovo molto in quello che scrivi perché anche io, dopo l’iniziale entusiasmo, ormai mi lascio attirare da Zara & affini raramente – e sempre solo sotto saldi. Non trovo il rapporto qualità/prezzo per nulla competitivo, e se posso preferisco investire in un pezzo “bello” anziché in una tripletta di dubbia qualità e prezzo-civetta.
    Ciò detto, complimenti per gli acquisti, mooolto molto carini!

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    • AnnaGiuliaB says:

      Ti quoto al 100%. Qualche mese fa mi sono fatta realizzare una gonna su misura in seta che ho pagato 50 euro; per gli standard locali non è poco, ma piuttosto che spenderli in una catena preferisco darli alla sarta sotto casa! P.S. ho cercato i tuoi contatti nel tuo blog ma essendo un po’ tarda non li ho trovati, vorrei scriverti una mail 🙂

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  2. Kiara says:

    Ma ciao Darling! Ahhh…invidiaaa, il sarto su misura qui in Sabaudioland rimane ahimè un miraggio inarrivabile (immagino tu capisca/! E non sei tarda tu…realizzo ora io di non aver in effetto inserito la mia mail sul blog ma mo’ rimedio:
    koalakia@gmail.com
    Sarei felicissima se mi scrivessi! Numi del cielo volendo e compagnie aeree pregando parto in vacanza domani (sabato 6) ma sarò in Italia, in Sardegna, e qualcosina via iphone posso vedere/scrivere.
    Ahhhh…dimenticavo. un mio collega con annessa famiglia è già stato trasferito, ma proprio in pianta stabile, a Tirana. Ullallàààà!
    Baci baci
    Chiara

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