NatalExpat: la videochiamata del 25

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Il video-spot natalizio di Casa Surace per la Tim è diventato virale in pochissime ore, anche chi non ha mai messo piede fuori dal suo quartiere ma ha (o ha avuto) una nonna meridionale non ha potuto fare a meno di sciogliersi.

Per noi expat (ma io continuo a preferire il termine emigranti, che sa di transatlantici, valigie di cartone e foto a Ellis Island) il Natale non è sempre dolcissimo, soprattutto se non viviamo in Paesi, città, case, libri, auto e fogli di giornale serviti dalle rampanti compagnie aeree low-cost.

Ma per fortuna c’è la tecnologia, che ci ha resi tutti più vicini e ci permette di vedere (quasi) in HD anche le briciole di pandoro sui baffi dello zio. Nel mio caso WhatsApp, croce e delizia della vita moderna, è stato il ponte tra l’appartamento al secondo piano di Tirana Ovest e la sala da pranzo della zia al paesello.

1326 km di pixel e audio in differita non mi hanno impedito di avvertire quella nostalgia canaglia tanto cara alla voce di Cellino San Marco.

Per fortuna c’è mia cugina, quella che chiamavo Mini Me, che colto quel velo di malinconia ha saputo riportarmi a stati d’animo più consoni con una sola frase.

“Oh, cazzo fai, piangi?!”

e le energie universali si sono subito riallineate.

 

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