Nutrire il lead: how (not) to

Quando, ormai più di tre anni fa, davanti ad un aperitivo sansalvarese la mia gemella del destino mi propose uno stage sotto la sua ala protettrice in un ufficio marketing, mai avrei pensato che quello strano settore dal nome intraducibile sarebbe diventato parte del mio lavoro.

Invece, pur essendo ufficialmente una specie di content manager, il marketing è parte della mia quotidianità professionale.

Che io non sappia neanche contare i miei anni quando faccio gli auguri di compleanno a mio padre è un dettaglio, o forse solo uno strascico della mai curata Sindrome di Peter Pan.

Ma qui non si dorme sugli allori, nossignori, e si studia per cercare di lavorare benino anche nei settori tangenziali al mio. Ecco perché, dopo aver letto articoli su articoli dedicati al lead nurturing e all’inbound marketing, ho compreso il motivo per cui Zalando mi sta facendo da stalker da tempo immemore.

Premessa: durante lo stage di cui sopra, influenzata dallo stile figherrimo della mia vicina di banco decisi di acquistare un paio di stivali bordeaux con tacco largo sul sito in questione, e di farmeli recapitare in azienda. Pur apprezzando il prodotto – lo uso ancora oggi per slanciare questi due bonsai che ho al posto delle gambe – non ho più acquistato nulla sul sito. Mai.Più.Nulla.

Purtroppo Zalando perdona ma non dimentica, e da allora mi invia decine di e-mail personalizzate su stivali, stivaletti e tronchetti in offerta. Nessun problema, tutto finisce diretto nel cestino virtuale, ma loro sanno che stai pigiando giuliva il tasto delete (le maggìe della tecnologia) e allora cosa fanno?

Inviano una cartolina di sconto a casa che apre con un Anna Giulia, ci sei mancata!

Ora, amici di Zalando, anche meno. Che qui non siamo mica gli americani (cit.), con i loro fanciulleschi entusiasmi per i coupon e le loro pazzie per la spesa (semicit.), noi decadenti europei preferiamo qualcosa di un po’ più discreto, un po’ meno mamma sotto casa alle 8 del mattino senza telefonata preventiva.

Ma tutto fa brodo e tutto aiuta, e sono certa che nella stesura delle future campagne e-mail saprò come evitare la denuncia per stalking da parte degli ignari destinatari.

Per la cronaca, gli stivali incriminati sono questi.

Advertisements

2 thoughts on “Nutrire il lead: how (not) to

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s