TIFF 2017: una domenica pomeriggio al cinema

Pur avendo provvisoriamente chiuso in un forziere sepolto in fondo all’oceano e protetto da una maledizione assira le velleità artistiche in campo cinematografico, ogni tanto mi alzo dal divano rosso e aggiungo qualche particella di cultura al mio ormai inutile cervello.

Domenica pomeriggio, complici una giornata autunnale deliziosa e un’improvvisa voglia di uscire di casa, mi sono trascinata fino al cinema Agimi per guardare una selezione di cortometraggi in lingua albanese nell’ambito del Tirana Film Festival.

Rispetto all’anno in cui partecipai come volontaria al suddetto festival, accompagnando gli ospiti in giro per la città pur essendo appena alla mia seconda visita nella capitale albanese, la venue principale non è più il Kinema Millennium: quest’anno le proiezioni sono divise tra il Teatri i Kukullave, l’Arkivi Qendror Shtetetor i Filmit e, appunto, il Kinema Agimi. Inoltre l’ingresso è a pagamento, ma i biglietti hanno un prezzo estremamente democratico.

I sette cortometraggi presentati domenica pomeriggio erano:

Water for the Roses di Luli Bitri

The Eagles di Sokol Reka

The Junction di Xhelal Haliti

The Runner di Kushtrim Asllani

The Old House di Genti Kame

Home di More Raca

Tirana 100 km di Lorin Terezi.

A parte uno, ho trovato tutti i film godibili ed alcuni davvero ben fatti.

Water for the Roses è di una delicatezza incredibile nel mostrare un momento tragico della storia recente albanese (la guerra civile del 1997) attraverso gli occhi di una bambina,

The Eagles è un gangster movie ambientato in Francia, niente di trascendentale e un po’ troppo stereotipato nella rappresentazione dei personaggi e delle dinamiche,

The Junction si concentra sugli stereotipi religiosi e sui linguaggi universali attraverso un approccio comico,

The Runner è una sorta di sinfonia per immagini in bianco e nero che dura appena tre minuti ma riesce a trasportare in un mondo altro,

The Old House è una commedia horror davvero molto godibile che ha causato diversi momenti di ilarità in sala e che ha come protagonisti due giovani trekker stranieri che si perdono tra le montagne albanesi,

Home è un’intensa riflessione sul ruolo della donna nella famiglia tradizionale e sul desiderio di slegarsi dagli obblighi ancestrali di una ragazza kosovara,

Tirana 100 km è una botta allo stomaco (termine assolutamente tecnico) che segue le vicende di una giovane donna il cui ricco compagno viene improvvisamente a mancare, lasciandola senza fonti di sostentamento e davanti a un bivio.

Insomma,  è stata un’esperienza cinematografica molto positiva per la quale avrei volentieri investito anche più di 100 leke.

Il festival si concluderà sabato 11 e il programma giornaliero è consultabile a questo link.

 

 

 

 

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