Carezze, malrovesci e servizi internet

“L’Albania per ogni carezza ti dà uno schiaffo, ma lo fa per te, così non ti abitui”.

Un’affermazione di tale profondità da poter essere partorita solo a fine serata, tra i fumi alcolici di vino a buon mercato e bottiglie di birra da 66, l’equivalente locale del Morettone.

Non per questo meno vera, almeno in parte.

Quasi quattro anni fa, ormai stabilmente sulle sponde del fiume Lana, scrissi una sincera dichiarazione d’amore, dovuta al Far West che era il mondo dello streaming e del downloading, alla locale libertà della rete internet.

Pensieri e considerazioni che non rinnego, ma che hanno visto porsi tra me e loro una presenza oscura e terribilmente cagacazzi: i gestori della suddetta rete, degni coniugi di quelli italiani (soprattutto nella cattiva sorte).

Il tentativo di rescindere un contratto si è trasformato in un’Odissea di minacce, giustificazioni e maldestri tentativi di raggiro che sono iniziati con “Ci devi 80 euro per la chiusura del contratto e devi anche restituirci il modem, altrimenti ti portiamo in tribunale” e si sono recentemente conclusi con un “Portaci un euro e sessanta e siamo a posto“.

Il tutto condito da venditrici bugiardelle, rinnovi di contratto non proprio legali e promesse (“ti richiamiamo domani“) seguite da silenzi assordanti quanto quelli che mi facevano compagnia a tredici anni, quando passavo i pomeriggi seduta accanto al telefono fisso, aspettando che il ragazzino del mio cuore si facesse vivo. Sfigata (NdA).

Insomma, come parafraserebbero nel mio quartiere torinese, una carezza in un cartone in faccia.

Un po’ come quando venni assunta con una job description molto precisa che certo non comprendeva la correzione di spazi, punti e virgole, attività che mi trovai a svolgere quotidianamente per più ore al giorno: la carezza e il malrovescio sul grugno, appunto

Nota a margine. Anni fa scrissi un post su comportamenti simili (ossia la menzogna volta alla stipula del contratto) messi in atto nella ridente capitale sabauda. Per chi fosse interessato a leggerlo: è qui.

Per concludere, una breve fotostoria della prima parte della diatriba (avevo appena scaricato un’app di fotoritocco e volevo provarla).

 

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