Domenica a teatro – Macbeth

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Prima di procedere con la lettura, un disclaimer in tre punti:

  • La mia conoscenza della lingua albanese non è assolutamente adeguata alla fruizione di un’opera teatrale;
  • Ciò che conosco della storia del teatro sono reminiscenze di un paio di esami universitari;
  • Questo post non ha scopi promozionali, soprattutto perché la replica a cui ho assistito ieri sera era l’ultima.

Solitamente vado a teatro solo per gli spettacoli della Clarendon Company. Questo significa che tendo a preferire le messe in scena colorate, cantate e possibilmente ballate. Se nel telefono ho la playlist “Musical” ci sarà un perché.

Nei quattro anni trascorsi nella capitale albanese sono stata una volta all’opera per il Rigoletto and that’s it. Niente teatro, poco cinema perché i multiplex non sono proprio il mio genere di sala, già è tanto se con il freddo delle ultime settimane esco a comprare i broccoli.

Ieri sera mi sono armata di sciarpa e ombrello per andare al Teatri Kombëtar ed assistere all’ultima replica del Macbeth diretto da Kled Kapexhiu.

Ho assistito ad uno spettacolo estremamente coinvolgente, una sorta di viaggio nelle anime oscure dei suoi protagonisti. Ogni aspetto della rappresentazione, dai movimenti meccanici degli attori alle luci alla musica, ricorda un sogno spaventoso dal quale però non si ha fretta di svegliarsi.

Io non sono una storica né una critica di teatro; i miei riferimenti visivi tendono a viaggiare sui binari del film e della televisione, quindi non farò finta di sapere chi sia Robert Wilson ma dirò che molti elementi della messa in scena mi hanno ricordato le logge twinpeaksiane e che la straordinaria scena dell’incoronazione mi ha fatto ripensare a Metropolis: la danza ipnotica di Lady Macbeth trasmetteva la stessa sensualità crudele che emerge nella sequenza del ballo del robot-Maria (questa).

Non starò a sottolineare che Macbeth somigliava, per trucco e presenza scenica, al Joker di Heath Ledger, perché i suoi costumi ed i movimenti mi hanno ricordato principalmente gli oscuri figuri che David Lynch ha piazzato nella Loggia Nera.

Tutti gli elementi dello spettacolo si sono fusi fino a creare una danza macabra onirica e ipnotica, una rappresentazione crudele delle più oscure pulsioni umane che in me ha determinato quella sospensione della realtà che, credo, è l’obiettivo delle arti sceniche.

Per farla breve, è mia personale e sindacabile opinione che se uno spettacolo audiovisivo, come una rappresentazione teatrale, riesce a coinvolgere e a non annoiare anche chi non capisce i dialoghi tra gli attori, quello spettacolo ha raggiunto il punto più alto di fruibilità.

Cliccando su questo link si arriva alla pagina Facebook del teatro e ad una collezione di foto di scena dell’opera.

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