Albania su carta – Anilda Ibrahimi

Ci sono dei prodotti editoriali che restituiscono spaccati dell’Albania molto interessanti. Alcuni di essi sono anche scritti bene, quindi a prescindere dall’interesse per il luogo in cui sono ambientati, possono essere delle letture piacevoli.

Rosso come una sposa è il primo romanzo di Anilda Ibrahimi. Scritto in italiano ed edito da Einaudi, ripercorre le vicissitudini di una famiglia contadina attraverso i grandi cambiamenti storici e i piccoli cambiamenti socio-culturali dell’Albania.

È una storia al femminile, un viaggio attraverso il tempo e le tradizioni che restituisce personaggi struggenti, divertenti e in alcuni casi indimenticabili.

La narrazione rende spettatori dei più grandi cambiamenti avvenuti nel Paese: dalla dominazione ottomana all’indipendenza, dall’invasione italiana al regime comunista fino alla democratizzazione degli anni Novanta, gli sguardi e le parole dei personaggi accompagnano il lettore lungo la storia (e le storie) di un luogo tanto vicino quanto sconosciuto.

Lessi questo romanzo poco prima di trasferirmi in Albania. Mi aprì un mondo ricco di tradizioni ma allo stesso tempo duro e impenetrabile, raccontandomi la storia di una donna che aveva compiuto un percorso diametralmente opposto al mio.

Di Anilda Ibrahimi ho letto anche L’amore e gli stracci del tempo. La storia parte dal Kosovo pre-bellico e si snoda attraverso l’Europa, seguendo i destini e l’amore di Ajkuna, kosovara albanese, e Zlatan, serbo cresciuto in Kosovo.

Se Rosso come una sposa riprende i temi del realismo magico, L’amore e gli stracci del tempo è l’equivalente letterario di un intervento a cuore aperto. Lo stile narrativo, il racconto e la storia restituiscono il dolorosissimo percorso di un Paese straziato dalla guerra e del faticoso viaggio delle sue genti attraverso una difficile, a volte impossibile guarigione delle ferite del corpo e dell’anima.

Lo finii di leggere sulla navetta che collega Tirana all’aeroporto di Rinas. Arrivata all’ultima pagina, singhiozzai come una bambina per una buona manciata di minuti e questo è il mio modo di dire che ne consiglio caldamente la lettura. Soprattutto se si ha una predilizione per le storie d’amore tormentate, perché quella di Zlatan e Ajkuna farebbe impallidire Montecchi, Capuleti e compagnia cantante.

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2 pensieri su “Albania su carta – Anilda Ibrahimi

  1. Cate ha detto:

    Ciao è da un po’ che ti leggo e mi sei molto simpatica( scrivi come parli)…. anch ‘io innamorata di Tirana, ti consiglio il libro ” La città di pietra” di Ismail Kadare’.
    Forse un giorno anche io riuscirò a trasferirmi li

    "Mi piace"

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