Dire, fare, mangiare, viaggiare (in Albania)

Non è che nell’ultima settimana sia accaduto poco di rilevante, al contrario, ma non sono ancora in grado di mettere insieme i pezzi.

Sarà che evidentemente non scrivo questo blog per scopi diversi dal condividere con la mia nicchia di lettori ciò che mi piace (e ciò che non mi piace) dell’esperienza expat e di Tirana, sarà che sono troppo pigra per cercare online argomenti succosi da proporre o magari che non ho particolare interesse nel condividere esperienze non mie affidandomi alle notizie del web, sarà anche che dovrei scrivere periodi più brevi, sta di fatto che ho da raccontare ma non riesco a farlo.

Questo Aprile è un mese di piccoli cambiamenti e di nuovi inizi, ma entrambi riguardano una parte della mia vita che finora è rimasta ai margini di questo blog.

Sono in procinto di iniziare due nuovi lavori, uno dei quali è qualcosa di bellissimo, ho un paio di progetti in divenire e pur con tanta fatica e qualche momento di sconforto, sono proiettata verso tutto ciò che porteranno tali esperienze.

Sperando che averne scritto qui non si riveli un boomerang di sfiga.

Detto questo, passerei ad elencare brevemente alcune cose belle che ho avuto modo di vedere e fare nelle ultime settimane.

Vita sociale.

Dopo quattro anni di vita all’estero, mi sono timidamente affacciata al mondo degli altri espatriati in Albania. Nel farlo ho conosciuto tre donne straordinarie, tutte impegnate nel blogging e nella scrittura:

Alice, passaporto britannico e autrice del blog (che qui è esploso come i fuochi d’artificio di San Giovanni a Torino) The Balkanista;

Alexandra, australiana, che riesce a mandare in vacca ogni proposito di dieta con i suoi contenuti per HaPi Tirana;

Zhaklin, albanese dall’accento fiorentino che scrive di sesso su Tabu (sono ancora al livello di dover tradurre i suoi post con Google Translate, ma i contenuti valgono lo “sforzo”).

Dire, fare, mangiare.

Grazie alle fanciulle di cui sopra, ho scoperto alcuni bar molto carini. Quelli che servono il Lavazza sono indubbiamente i miei preferiti, soprattutto se accanto al tavolo c’è una foto di David Bowie e le porzioni di petulla (frittelle) sono gigantesche.

Dire, fare, viaggiare.

Ho trascorso un paio di giorni lontano dall’ormai estiva frenesia tironsa, per fare un viaggio alla scoperta di alcuni luoghi nell’area di Vlora.

Il monastero ortodosso di Zvërnec, letteralmente spiaggiato su un isolotto e raggiungibile attraverso un lungo ponte ligneo, è stato senza dubbio la mia tappa preferita.

Cambi di stagione.

Non bastava aver fatto un trasloco poche settimane fa, mi è toccato anche il cambio di stagione.

Ho riesumato il mio capo preferito, ossia i pantaloni che sembrano trafugati dai cassetti di mio padre, e mi sono data ad un DIY calzaturiero che mostrerò quando sarà concluso e che ha unito piacere (fare affari nei mercati dell’usato) e dovere (non posso andare a lavorare con le Birkenstock o le All Star).

Per oggi è tutto, linea allo studio, io vado a comprarmi il secondo Cornetto della stagione.

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