Le cose belle dell’estate a Tirana

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Quattro giorni alla fine di agosto, un countdown iniziato con una forte tempesta di fulmini alle 5 del mattino che mi ha lasciata un po’ rincoglionita e ha svegliato di soprassalto Nicolino, il mio coinquilino dai trascorsi randagi.

È stata una lunga e calda estate, piena di lavori e priva di vacanze degne di tale nome, ma un paio di cosucce carucce sono venute fuori anche da questo agosto, anche se ho sudato come non mai e ho dovuto comprare tutto il reparto deodoranti di Rossmann, alla ricerca non della Valle Incantata, ma di qualcosa di davvero efficace.

Ad ogni modo, ecco una breve lista delle cose belle scoperte o trovate nelle ultime settimane.

Il ventaglio.

Questo bel ragazzone in legno sottilissimo, abbastanza minimal rispetto ai suoi fratelli neri e fiorati, mi è costato poco più di un euro ed è stato la mia salvezza (e quella della mia piega) durante le camminate e i viaggi in autobus.

Me la sono sentita tantissimo anziana con le caldane, e sono certa che molte signore abbiano invidiato il raffinato minimalismo di questo bel coso. Le mie nonne avevano ragione, il ventaglio d’estate È VITA.

I mercatini

Da veterana del mercati rionali mi vergogno a scriverlo, ma a parte il Tregu Cam non mi ero mai addentrata nei piccoli mercati senza banchi delle periferie. Grave errore.

La scorsa settimana mi son portata a casa mezzo chilo di bacche di rosa canina (che ora si stanno seccando su un volantino dello Spar), un paio di sandali da vecchia con suola in sughero ammortizzata (da usare finché non imparo che non è necessario svegliare Plutone nell’Ade ad ogni passo), qualche cactus ed un chilo di meravigliosi peperoncini che ho riarrangiato in raffinate collane ed appeso in balcone a seccare.

Perché le origini terrone sono qualcosa che non si dissolve, soprattutto se vieni a vivere in Albania.

La Profumoteca

A onor del vero, ci sono stata quasi un anno fa con un’amica, ma il profumo scelto era molto più adatto alle tiepide (magari) serate estive che a quelle piovose autunnali, così il flaconcino è rimasto quasi intonso sui vari comò delle varie case in cui ho abitato per diversi mesi.

Scoppiato il caldo, ho scoperto che la componente di fiori bianchi si adattava benissimo alla stagione e l’ho praticamente finito nel giro di due mesi.

La durata non è paragonabile a quella di un prodotto di alta profumeria, ma la componente alcolica è molto bassa e la fragranza gradevole.

L’aspetto che più mi è piaciuto del concept dell’azienda è la possibilità di acquistare essenze pure, o di comporre il proprio profumo partendo da esse.

Per noi profani c’è invece il catalogo, che la commessa e il proprietario (un gentile signore siciliano decisamente ferrato in materia) lasciano sfogliare per ore ed ore, restando a disposizione per – come si chiamano? Prove? Assaggi? – che portino la fortunata visitatrice a scegliere il profumo che più si confà alle sue preferenze.

La Profumoteca si trova su Bulevardi Zogu I, alle spalle del Museo Nazionale.

Post scriptum

Ho approfittato dei continui saldi presenti nei miei negozi di usato preferiti per fare un po’ di shopping di seconda mano. Particolarmente soddisfacente è stato il reparto pigiami di BerlinTexx, di cui parleremo molto presto su queste frequenze.

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