Glamour, ma sostenibile (da Revista Elegance)

Come raccontai in un post precedente, da settembre ho iniziato a curare una colonna su Revista Elegance, un mensile di lifestyle di Tirana..

Visto che gli articoli sono ovviamente tradotti e pubblicati in albanese, ho pensato di riproporli su queste pagine nella loro versione originale.

Questo è ciò che ho prodotto per il mese di Novembre.

Fino a pochi anni fa, il concetto di ethical fashion faceva pensare principalmente alle associazioni ed NGO che importavano abbigliamento e accessori da paesi lontani: ogni capo era accompagnato da un cartellio che spiegava dove era stato cucito, in quali condizioni e che le sarte avevano ricevuto un salario adeguato per il loro lavoro.

Poi però il ronzio che parlava di condizioni di lavoro inaccettabili, di inquinamento e di immoralità del concetto di fast fashion si è fatto più forte, fino ad esplodere a seguito dell’ormai famosissimo documentario The True Cost.

Che si presti o meno attenzione a questioni molto più grandi di noi, come quelle appena citate, ci sono alcuni motivi per cui prestare attenzione alla sostenibilità di ciò che si compra diventa un vantaggio.

Ecco tre motivi per cui la sostenibilità può fare l’occhiolino allo stile, e come.

  1. La qualità dei capi. Ci sono almeno tre modi di comprare in modo etico: scegliendo una filiera sostenibile per l’ambiente e rispettosa dei diritti umani, comprare vintage o farsi cucire i capi su misura.

Tutte queste soluzioni vanno nella direzione della qualità: la prima opzione prevede l’utilizzo di tessuti e colori sicuri e con basse percentuali di materiali sintetici, il vintage permette di acquistare a prezzi convenienti capi in materiali pregiati come il mohair o addirittura il cashmere e, infine, per il capo su misura si è liberi di scegliere il tessuto che si desidera.

L’abbigliamento di qualità dura più a lungo e dona, naturalmente, un aspetto più raffinato.

2. La personalizzazione dello stile. Seguire i trend stagionali è divertente, ma mixarli con il proprio stile personale è ancora meglio! A volte ciò che abbiamo nell’armadio può essere modificato per adeguarsi alle tendenze, o un capo nuovo unito ad un pezzo vintage può creare un look unico e inaspettato. Quante volte si rimpiange di essersi liberati di capi ormai fuori moda? Le tendenze prima o poi tornano, ed i tessuti migliori resistono alle mode. Basta un po’ di creatività e fantasia!

3. Sostenere i business locali è sempre una buona idea. Che sia l’atelier di una designer emergente, il laboratorio di sartoria sotto casa o un negozietto di seconda mano, scegliendo le attività locali promuove e incoraggia il lavoro di chi mette cura e passione in ciò che fa. Non solo: una sarta o designer impara a conoscere i gusti e le preferenze delle sue clienti, e la sua esperienza può diventare un vero asso nella manica quando un pantalone non cade come vorremmo, o un cappotto fa un po’ difetto sulle spalle.

Per saperne di più sulla moda sostenibile e farsi ispirare da icone dello spettacolo che hanno deciso di seguire questa filosofia, consiglio di seguire Livia Firth ed il suo portale Eco Age sui social: l’ispirazione è garantita!

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