L’ESTATE A TIRANA | THE BLACK SHEEP

Dopo una lunga primavera di piogge e ombrelli rotti (aziende, magari le parti in metallo trattatele con l’antiruggine, sapete, ci va l’acqua sopra), da un paio di settimane l’estate ha fatto il suo rientro trionfale nella città dei palazzoni e del mio cuore.

Dalla sera alla mattina abbiamo riesumato gonnelline, canotte e Birkenstock che no, non sono diventate meno brutte durante l’inverno, e abbiamo ricominciato a chiederci perché non abitiamo che so, a Saranda o a Vlora.

In un fiorire di abitini scollacciati e di occhiate colme di sgomento indirizzate ai coraggiosi che ancora indossano i jeans, i nostri pellegrinaggi in cerca di bar e locali con tettoie funzionali si sono trasformati nell’altrettanto spasmodica ricerca di luoghi freschi.

Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua, come cantava il buon Celentano, sempre lungimirante nei suoi testi.

Un giovedì sera qualsiasi, complice la passeggiatina serale di un ben poco collaborativo Nicolino, uno sparuto gruppo formato da tre persone e un cagnolino si sono addentrate nei meandri del luogo fresco per eccellenza, il Parku Kombetar che abbraccia il lago artificiale della città.

Superati i bar adiacenti alla diga, troppo affollati e vicini all’acqua per essere confortevoli, abbiamo proseguito oltre la chiesa ortodossa di San Procopio fino ad un bar che pare sorto un po’ casualmente all’interno della foresta.

Il Black Sheep, luogo ameno di fronde ombrose e tavoli in legno, è l’ideale per il caffè della mattina così come per l’aperitivo e, a giudicare dagli odori che aleggiavano intorno agli altrui tavoli, anche per una buona e abbondante cena all’albanese.

Avevo già visitato il Black Sheep un paio di volte, facendo anche la simpaticona con citazioni di altissimo livello culturale:

E insomma, amici tironsi e occasionali visitatori, anche in virtù della presenza sul menù della molto gradevole birra artigianale Puka, che viene prodotta nella città omonima nel nord dell’Albania e viene servita al prezzo democratico di 200 leke (1 euro e 60 circa), consiglio senza riserve una sosta in questo delizioso e rilassante luogo di ristoro.

Persino Nicolino ha voluto esternare il suo apprezzamento, liberandosi surrettiziamente dalla pettorina che gli è stata prontamente reinfilata (con un corredo di imprecazioni che mi hanno fatto davvero apprezzare il bilinguismo).

6 pensieri su “L’ESTATE A TIRANA | THE BLACK SHEEP

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