True Crime: perché?

Caldo, umidità, temperature abbastanza normali per l’estate ma non per questo più tollerabili per la sottoscritta, di meridionali origini ma cresciuta alla fresca ombra del Monte Lera. Tra il drastico calo della mole di lavoro e l’assoluta mancanza di voglia di uscire di casa, le mie giornate somigliano più a quelle di una monaca che a quelle di una poco più che trentenne: se non fosse per Nicolino, dubito che azzarderei a lasciare le care mura che mi circondano.

Ma non di solo caffè freddo si può vivere, così tra un giallo storico ed un pisolino pomeridiano mi sono data ad un quasi preoccupante binge-watch di quel genere che gli amici anglofoni definiscono true crime: in breve, contenuti video dedicati a fatti di cronaca nera realmente accaduti.

Il genere sta riscontrando un larghissimo successo sia sulle piattaforme a pagamento (Netflix & co.) che su quelle gratuite (YouTube), con un numero sempre maggiore di content creator che abbandonano le precedenti passioni (bellezza, cultura e altro) per immergersi in storie sempre più bizzarre, controverse e spesso disturbanti.

Perché lo fanno? Perché una grande fetta degli utenti è attratta da questo genere di contenuti, dunque dedicarvisi significa buoni guadagni (se e quando YouTube non toglie la monetizzazione). La domanda successiva è: ma perché gli utenti prediligono storie cruente, violente e soprattutto vere?

Me lo sono chiesta spesso, soprattutto perché io stessa – come ho avuto modo di raccontare in passato – ho un’attrazione fatale per ciò che è misterioso e spaventoso. Perché, insomma, ad oggi molti utenti preferiscono sentir parlare di morti ammazzati e scomparse misteriose e non di, che so, make-up o attualità?

Credo che la risposta sia, come spesso accade, da ricercare in ciò che circonda le quattro mura in cui ci chiudiamo a fruire i contenuti online: anche chi vive nella parte fortunata del globo terrestre, soprattutto se appartiene alla sventurata generazione Millennial, avverte più o meno coscientemente il peso della realtà di tutti i giorni.

Dalla deriva nazionalista di molti paesi democratici, spesso infarcita di una pericolosa retorica di violenza, ai dati sempre meno rassicuranti in materia di lavoro (e di pensioni), che lo ammettiamo o no siamo preoccupati.

Aggiungiamo lo stress da vita perfetta sui social a cui ci sottoponiamo allegramente più e più volte ogni giorno, con la conseguente ansia da fallimento, e la ricetta per il breakdown mentale è servita.

La fruizione dell’orrore, del mistero e del disturbante è un modo per sublimare le ansie e le paure della vita quotidiana: se negli anni Settanta la risposta è stata il cinema horror, con la grande stagione di registi come Dario Argento e Mario Bava, oggi l’enorme quantità di contenuti online ci consente di immergerci per ore in storie che ci affascinano, ci spaventano, ci permettono di distaccarci dalla quotidianità attraverso un’immersione profonda e con la speranza che alla fine il cattivo (che diventa il male a 360°, non solo della vicenda specifica) avrà la giusta punizione.

Perché, giustamente, temiamo che il governante corrotto e antidemocratico, il datore di lavoro disonesto, il leone da tastiera non l’avranno mai.

3 pensieri su “True Crime: perché?

  1. virginiamanda ha detto:

    La tua è un’analisi interessante: quindi secondo te ci avviciniamo a questo tipo di contenuti con le stesse motivazioni che ci spingono verso i libri gialli (speranza che il colpevole alla fine venga acciuffato e la soluzione servita)?
    Io non lo so, perché pur essendomi avvicinata da poco ai gialli (chissà perché, ma prima li snobbavo), i contenuti che riguardano morti reali mi imbarazzano e mi impressionano. Forse di più della consapevolezza di non avere mai la pensione!

    Piace a 1 persona

    • AnnaGiuliaB ha detto:

      Di sicuro ci sono molte più sfumature di quelle che ho proposto nel post; ad esempio, spesso concentrarci su orrori sovrannaturali (film horror, romanzi gotici ecc.) aiuta a normalizzare e sublimare le ansie quotidiane. Però aggiungo che l’ansia per la pensione è l’horror più riuscito degli ultimi 20 anni!

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...