Un sabato di settembre

Quanto mi piace poter raccogliere temi che non c’entrano uno con l’altro, con la scusa del “nuovo mese” o della “nuova stagione”.

Ho iniziato a gufare la fine dell’estate la mattina del primo settembre e finora ho avuto moderate soddisfazioni: le temperature sono un po’ più basse, tanto che sono persino uscita a correre al parco senza causarmi un colpo apoplettico – life goals!

Bene, ecco alcune idee per il mese di settembre, che è il mio mese preferito: a scuola ero una secchiona, non vedevo l’ora che iniziasse il nuovo anno scolastico e forse proprio per questo sono nel campo dell’istruzione (oltre che per le penne e i quaderni colorati. Un po’ meno per i cassetti dei comodini colmi di test da correggere).

Ora, prendiamo come case study un qualsiasi sabato di settembre e andiamo a creare un bullet journal pieno cose belle belle buone buone (cit.) da fare nelle 24 ore a disposizione.

Mattina.

Ripresa conoscenza e lavati via i sudori che ancora attanagliano le ore notturne con una doccia, avviarmi verso il parco con un thermos pieno di tè verde e un libro in saccoccia è qualcosa che mi piace assai.

Ho recentemente letto, nei miei vagabondaggi metropolitani, “Con le peggiori intenzioni” di Alessandro Piperno; non è un romanzo facile da mandare giù, ma è scritto in un linguaggio tanto raffinato da avermi portata, in un paio di occasioni, a cercare definizioni sulla Treccani online.

Quando invece preferisco un’immersione sul viale dei ricordi, agguanto un albo di Dylan Dog e ripenso con nostalgia ai pomeriggi trascorsi nelle librerie dell’usato di Piazza Arbarello. Curiosità personale: ci sono ancora?

Pomeriggio.

L’indolenza e l’accidia estive non mi hanno ancora abbandonata del tutto, pertanto se mi metto ai fornelli una volta nel corso della giornata è già molto.

Uno dei miei piatti preferiti, perché è vegetariano e si cuoce in forno senza che io debba controllare, mescolare o simili, consiste in peperoni ripieni (speca të mbushura). Sono vegetariani perché io li preparo come tali, visto che la ricetta prevede una buona dose di carne macinata, ma in fondo si tratta solo di creare un ripieno che aggradi il nostro palato.

Solitamente io mescolo riso, verdure tagliate a cubetti, feta sbriciolata, erbe e un po’ di mostarda in semi in un piatto da zuppa, quindi procedo ad abbottare ogni peperone con la mistura appena preparata; posiziono il tutto in una piccola teglia (spargendo eventuali avanzi di ripieno negli spazi vuoti), copro il tutto con acqua tiepida salata e lancio in forno a 150°-160° per una trentina di minuti.

L’unico sforzo è aggiungere altra acqua (stavolta calda) se il riso la assorbe tutta.

Il risultato è un vegetale ripieno tanto pesante che ne basta uno per saziarmi e farmi ripetere il leitmotiv non mangio più fino a lunedì. Il lato positivo è che, quando intorno alle 22 lo stomaco inizierà a brontolare, avrò un’altra di quelle bombe a mano gastronomiche pronta per il consumo.

Qui sotto, prova fotografica in versione IG story del risultato:

Sera.

La sera chiama serie tv, am I right? Rimandando ad un altro momento i miei commenti su un docureality di TLC US che sto seguendo compulsivamente, ma sul quale vorrei scrivere riflessioni un po’ più ponderate, il mio cuore in questi giorni appartiene alla quinta stagione di Peaky Blinders e a Derry Girls.

Voglio dire, cosa c’è di più autunnale dell’Irlanda del Nord (o di Birmingham, per essere corretti)?

In particolare, Derry Girls è un capolavoro: leggero, ironico, credibile nei dialoghi e nella costruzione dei personaggi, interessante nel mostrare la vita quotidiana di un gruppo di adolescenti in una delle regioni europee più incasinate degli anni Novanta.

Il dialetto delle Sei Contee non è il più semplice da capire, ma dei pacchetti di sottotitoli sono ampiamente disponibili online.

Di solito a questo punto è ora di portare giù Nicolino, mangiare l’eventuale peperone ripieno rimasto, arrotolarsi nel lenzuolo che è ormai quasi troppo leggero per le temperature notturne e ricordare che Leopardi aveva ragione: questo di sette è davvero il più gradito giorno.

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