La torta pasqualina all’albanese

Fin dai primi anni di vita, la torta pasqualina è stata il mio piatto della vita, quello che chiederei se mai mi trovassi a dover ordinare l’ultimo pasto nel braccio della morte.

Da bambina, ripulire col dito la ciotola dai residui di spinaci e formaggio era più di un guilty pleasure, era l’estasi, la transverberazione di Santa Teresa in un cucinino degli anni Ottanta.

Purtroppo, nonostante la relativa semplicità della preparazione, la divina pietanza non era una presenza costante nel cucinino di cui sopra. Proprio per questo, appena acquisiti una mia cucina e uno stipendio che mi permettesse di acquistare gli ingredienti, ho iniziato a sfornare torte pasqualine in ogni momento dell’anno (tipo tre giorni fa).

Ora, a seguito di svariate modifiche alla ricetta originale – alcune dovute a momentanea povertà, altre a pesaculismo -, vorrei offrire opinioni e consigli per una versione fusion della ricetta, una che unisca nella pasta sfoglia ripiena le mie due case, l’Italia e l’Albania.

Ingredienti per la torta pasqualina:

1 rotolo di pasta sfoglia, 250 g di ricotta, 300 g circa di spinaci surgelati (pulire quelli freschi dev’essere presente in qualche angolo dell’Inferno dantesco), un uovo, Parmigiano grattugiato a sentimento (q.b.), sale e pepe.

Ora, il procedimento è di una semplicità imbarazzante: si sbollentano gli spinaci, li si mescola con la ricotta, il Parmigiano e l’uovo, si sala e si pepa il tutto e si usa il composto per farcire il rotolo di pasta sfoglia precedentemente srotolato. Tutto in forno per 20 minuti a 150° e voilà, pronta da mangiare con la voracità di un unno.

Questa è la ricetta originale, che può essere modificata avvalendosi degli spesso deliziosi ingredienti locali. Ma attenzione, non ogni sostituzione preserva l’edibilità della torta.

La gjizë, formaggio fresco leggermente salato ma generalmente un po’ più stagionato della ricotta, è una valida alternativa e aggiunge un tocco di sapore che non guasta.

Al contrario, il kaçkavall grattugiato non è una grande idea per sostituire il Parmigiano. Essendo un formaggio molto filante e dal sapore intenso, cambia completamente la consistenza e il gusto del ripieno, sovrastando quello degli altri ingredienti.

Infine, la sfoglia: quella per il byrek è adatta alla pasqualina? Secondo me, lo è a mani basse. Certo, io non ho mai provato a prepararla in casa (ma, se è per questo, anche la sfoglia normale arriva dal reparto freschi dello Spar), ma con quelle già pronte ho sempre ottenuto risultati soddisfacenti.

Non c’è molto da aggiungere, visto che il piatto è di una semplicità disarmante, ma visto che in questi anni mi sono data a sperimentazioni culinarie più o meno audaci, ho pensato di proporre quelle riuscite meglio.

Poi per carità, nei supermercati albanesi c’è praticamente l’intero assortimento della GDO italiana, ma giocare con gli ingredienti può essere anche divertente.

Soprattutto se, alla fine, rimane da pulire col dito la ciotola del ripieno.

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