Consigli sparsi | e poi non rimase più nessuno

Tirana, domenica, diciannovesimo giorno di quarantena. Sfornate crostate e impastati ravioli alla cinese, preparate lezioni online e corretti esercizi sui verbi modali, creati improbabili intrugli impropriamente definiti “prodotti di bellezza fatti in casa”, cosa resta da fare?

Per Nicolino la risposta è semplice: arrotolarsi su se stesso per qualche secondo, sdraiarsi sui miei polpacci e ronfare indisturbato per un tempo compreso tra le due e le quattro ore.

Purtroppo io manco di dedizione alla causa e di inclinazione al pisolino diurno, quindi mi devo inventare modi alternativi per non pensare alla fine del mondo, al disastro economico, al timore di dimenticare anche come mi chiamo. So che il web è strapieno di consigli per trascorrere una quarantena divertente e produttiva e so che le reti televisive e le piattaforme online stanno ingrassando palinsesti e cataloghi su base quotidiana, ma un piccolo suggerimento per trascorrere qualche ora di serenità ce lo metterei anch’io.

Quello di oggi è un consiglio che già diedi in passato in altre sedi, ma sembrandomi particolarmente adeguato al periodo lo ripropongo anche qui. Si tratta di una combo libro+miniserie tv che a mio modesto avviso ha un livello qualitativo altissimo, ossia Dieci piccoli indiani di Agatha Christie e del suo adattamento televisivo andato in onda sulla BBC, And Then There Were None.

Per chi non ne conoscesse la trama, si tratta di un giallo ambientato su un’isoletta al largo delle coste inglesi: dieci persone vengono invitate, per un motivo o per un altro, a trascorrervi un certo periodo di tempo, salvo poi essere accusati di averla fatta franca dopo aver commesso degli omicidi ed iniziare ad essere ammazzati. Peccato che sull’isola, apparentemente, ci siano solo loro.

La storia è ambientata nel 1939 e il motivo per cui suggerisco sia la lettura del libro che la visione della miniserie è che ne valgono entrambi la pena: la penna della Christie è una delle più affilate quando si tratta di intrecciare misteri, ma la trasposizione televisiva del romanzo è un piccolo capolavoro di estetica (e, come avevo già scritto qui, gli autori sono riusciti a concludere magistralmente l’ultimo episodio senza l’uso dell’orrido voice over che sarebbe stato necessario se avessero seguito pedissequamente la trama).

Ci sono moltissimi adattamenti del romanzo della Christie; naturalmente non li ho visti tutti, ma tra quelli che conosco il mio preferito è questa miniserie, che riguarderò appena pubblicato questo post e che, spero, mi solleverà un po’ l’umore: saremo pure isolati, ma almeno non siamo braccati da un assassino invisibile.

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