Primavera

Mesi e mesi senza pubblicare una riga, poi una domenica sera qualsiasi mi rendo conto che si sono accumulate novità ed eventi passati e futuri che forse sarebbe carino condividere.

Come spesso ho fatto, anche stavolta procederò per punti, sperando di tenere a bada le solite divagazioni. Una sorta di riassunto delle puntate precedenti, per poi dedicarmi a flussi di coscienza monotematici.

Una primavera gelida e torrenziale come le piogge che l’hanno caratterizzata. Ho lavorato assai, partecipato a un paio di eventi molto interessanti, fatto shopping calzaturiero estremamente oculato nella GDO del second hand, recuperato un altro cagnetto incidentato dalla strada.

Ma ora largo ad altri argomenti.

Pronti, via.

  • Questa settimana è stata lanciata la prima audioguida in un museo albanese. Si tratta del Museo Iconografico Onufri di Berat, che si trova all’interno del castello che domina la città ed è patrimonio UNESCO. Non mi piace tirarmela in merito a ciò che faccio (beato understatement sabaudo), ma insomma se andrete a Berat e deciderete di prendere l’audioguida in italiano, sarà la mia leggiadra voce dalla esse sibilante ad accompagnarvi tra deesis, iconostasi e oggetti liturgici. Autocelebrazione a parte, se si fa un viaggio in Albania Berat merita assolutamente una visita.
  • Negli ultimi mesi, complice anche una visita di quattro fanciulle torinesi, ho vagato affamata tra i ristoranti che offrono anche colazioni o brunch, e la circonferenza delle mie braccia ne è la poco lieta prova. Tra molte soddisfazioni e poche delusioni, mi sono resa conto che negli ultimi anni il livello medio si è molto alzato ma che, fortunatamente, i prezzi sono rimasti molto accessibili. Se a qualcuno interessa faccia un fischio che preparo un post-miniguida alle colazioni.
  • A proposito di bei posti in cui mangiare, e qui parlerò di bellezza estetica, una delle novità di questo 2019 non sono solo le proteste a cadenza settimanale davanti al Parlamento, ma anche il recentemente rinnovato Kalaja e Tiranes, il castello della città. Una nuova area pedonale in pieno centro, certo non grandissima ma molto gradevole per l’allure d’altri tempi (che in questa città non è sempre un aspetto che venga valorizzato).
  • A proposito di proteste. Non mi piace molto esprimere la mia posizione in merito, perché nonostante i cinque anni a Tirana non credo di essere in grado di comprendere del tutto le sfumature di ciò che sta succedendo; inoltre, non capendo a pieno la lingua temo che molto mi sfuggirebbe. Ciononostante, mi dispiace sapere che un’alta percentuale di stranieri ha cancellato le prenotazioni delle ferie estive in Albania. Ora: io lavoro in centro a Tirana, quindi ogni giorno della settimana – anche in quelli delle proteste – devo passare vicino ai “punti caldi” dove si radunano i manifestanti; non mi è mai successo nulla, non ho mai avuto paura che qualcosa potesse capitarmi. Non sto qui a cercare di convincere nessuno a far niente che non lo faccia sentire al sicuro, però a volte le notizie arrivano all’estero in modo un po’ distorto.
  • Nuovi luoghi “scoperti” recentemente: la zona di Belsh, con colline lussureggianti che ricordano certi paesaggi irlandesi e caratterizzata dai più di trenta laghi; l’area intorno ad Elbasan, che è una specie di wet dream per qualsiasi appassionato di archeologia industriale; il parco di Peza, sito a pochi minuti di auto da Tirana e ottimo luogo per grigliate e pic-nic (che qui se non si pensa a mangiare, non si è contenti). Anche di questo parlerò meglio in un post dedicato. Dei luoghi belli, non dei pic-nic.
  • Ristoranti a parte, mi sono recentemente cimentata con alcune ricette tipiche albanesi e i risultati sono stati soddisfacenti. Spero che ai miei lettori piacciano le verdure ripiene e le fritture, perché presto scriverò anche di esse.
  • Sono stata a teatro ben due volte durante l’ultima stagione: ho visto due piece americane, recitate naturalmente in albanese dagli attori del Teatro Nazionale: Gusht: Portret Familjar di Tracy Letts e Engjëjt e Amerikës di Anthony Kushner. Consiglio per gli stranieri che stanno cercando di imparare la lingua: il teatro aiuta moltissimo, perché la parola è sempre accompagnata dal gesto. Inoltre, gli attori del Teatro Nazionale sono davvero bravi. Lascio qui un articolo dedicato alla piece di Kushner uscito su IntoAlbania, che ho trovato molto interessante perché “legge” la rappresentazione anche in chiave sociale.

Bene, ho finito con il recap, nell’attesa dei post successivi mi si può trovare anche su Instagram, dove ogni foto è accompagnata da sproloqui vari che sono un po’ dei mini-post. I lettori che non amano particolarmente il modo in cui mi perdo e divento prolissa potrebbero trovare contenuti più di loro gusto. Potrebbero.

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