Quando arriva il freddo

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In Albania, l’estate di San Martino si è prolungata di qualche giorno, ma da ieri il freddo umido e grigiastro che tanto mi ricorda Torino ha ammantato ogni strada.

Credo ci siano ben pochi amanti dei 10°C e della pioggerella gelida, e che tutti loro siano quelli che vedo dirigersi verso il parco già alle 8 del mattino, ma anche per i letargici come me ci sono un paio di modi per godersi i fine settimana freddi e grigi.

I miei comfort per queste giornate sono stati, banalmente, quelli che ammorbano Instagram ogni anno dal primo di Ottobre. Ciononostante, eccoli elencati brevemente.

La vellutata di zucca arrostita.

Se invece di far rosolare i pezzi di zucca li si passa al forno fino al limite della combustione, la classica zuppa cremosa in cui tuffare i crostini di pane ottiene un sapore molto meno dolce e molto più soddisfacente.

Se poi in teglia si aggiunge una patata non sbucciata, il risultato è meraviglioso. Soprattutto aggiungendo un paio di gocce di olio piccante.

Il tè di rosa canina e ibisco

Quando acquistai un chilo di bacche di rosa canina da una contadina senza neanche sapere cosa fosse, Anxhela mi rassicurò: in inverno avrei potuto preparare infusi che mi avrebbero assicurato botte consistenti di Vitamina C.

Ho pazientemente atteso l’arrivo del freddo e in effetti, soprattutto se nell’infusore aggiungo un po’ di petali di ibisco essiccati, il risultato è ottimo.

La colazione da Tony’s American Restaurant

Tony’s è un locale a pochi passi dal lago che offre colazioni pantagrueliche: le loro brioche, piccole e burrose, sono una festa per il palato di ogni italico espatriato.

Non solo: da appassionata di caffè filtro, apprezzo molto che i camerieri offrano il refill come nei migliori film d’oltreoceano.

E, a proposito di film, se proprio devo uscire di casa col freddo tanto vale andare al cinema, no?

Holy Boom di Maria Lafi è un gran bel film (non per niente, un paio di settimane fa ha vinto il premio come Best Balkan Film al Tirana Film Festival).

Ne ho scritto brevemente in questo post, ma grazie alle temperature che mi terranno chiusa in casa per i prossimi mesi penso che dedicherò alla pellicola un post a parte.

Infine, due parole sull’abbigliamento.

So bene che le mie concittadine spesso se ne strabattono delle temperature e in qualche modo riescono ad indossare le ballerine e le décollété anche a Capodanno, ma io non sono come loro e ho bisogno di un aiuto esterno per non trasformarmi in Jack Torrance ogni volta che esco di casa.

La mia arma segreta sono i capi d’abbigliamento termico di Decathlon, che ho acquistato lo scorso inverno e che hanno atteso pazientemente nel cassetto la fine della stagione calda.

Costano pochissimo e sono probabilmente gli unici capi non di seconda mano che ho acquistato negli ultimi anni.

Quando li indosso sembro un po’ una versione cheap di Diabolik, ma una volta coperti con l’abbigliamento per fuori scompaiono alla vista e fanno un damn good job.

Questo è tutto, ora prenderò esempio da Nicolino e passerò il resto del pomeriggio a letto, in stato letargico.

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